giovedì, 27 luglio 2006

Vi saluto per un pò.

Mi dedicherò un pò a me stessa,

dopo le mille delusioni

dell'ultimo periodo.

Ma tornerò...

gambe...

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"in" vita vissuta, me stessa







mercoledì, 26 luglio 2006

Non ti avevo mai visto prima nella mia strada.

Uscii di buon ora per andare a lavoro. Ti notai passando, eri di spalle, mi colpirono i tuoi capelli, appena svolazzanti, morbidamente mossi dal vento, con una lunghezza appena accennata in quei quasi riccioli ribelli. Erano perfetti, li notai subito. Passai accanto a te, che nel frattempo aprivi la tua auto e ci scambiammo solo uno sguardo fugace, come di due passanti che s'intravedono.

Quasi per caso scoprii che abitavi lì da poco e che eri un "novello sposino" venuto da fuori per accasarti con una bellissima bambola che io conoscevo solo di vista. Ritirai subito i miei sguardi, che erano diventati giornalieri, ricambiati... Mi piaceva il tuo modo di vestire, a volte estremamente elegante, a volte disinvolto, a volte sportivo, sembravi sempre una persona diversa, ma il viso era il tuo, non lo si poteva non notare: deciso, duro, a volte spigoloso...maschio. Anche i tuoi sguardi erano diventati insistenti, ma mi tirai indietro (forse sapevo già cosa mi aspettava?), avevi una moglie, bellissima, di certo avevo interpretato male i tuoi sguardi, di certo era una mia suggestione, di certo erano coincidenze. Così, cominciai a non farci più caso, a non accompagnarti più con gli occhi all'apertura della portiera dell'auto, a tardare 5 minuti l'uscita da casa per non incontrarti...mi piacevi già molto,mi piaceva l'idea di poterti guardare, di essere guardata, ma non volevo mettermi nei guai; mi conosco troppo bene.

Una mattina una frase sul parabrezza:

"I tuoi sguardi mi allietavano la giornata. Peccato! ########"

Rimasi di ghiaccio. In quell'attimo sentii perfettamente il cuore balzare fuori dal petto, distinguevo perfettamente ogni battito...mi voltai d'istinto verso casa tua, ma non c'eri e non c'era nemmeno la tua auto. Eri già andato. Andai a lavoro con quella frase che mi si presentava alla mente ogni due secondi, i momenti sembravano interminabili, la mattina dopo sembrava non arrivare mai. Non sapevo nulla di te, nè a che ora tornavi a casa, nè se la sera fossi solito uscire, sapevo solo che ogni mattina alle 7.45 potevo incrociare i tuoi splendidi occhi neri. Passavano i giorni, gli sguardi erano sempre gli stessi...intensi, insistenti, continui, attesi...cominciavo a desiderarti sul serio e ti volevo adesso. Non avevo pensato al se e al come muovermi, in realtà speravo lo facessi tu, forse per avere la giustificazione al non essere stata io la prima a desiderare apertamente "l'uomo di un'altra"...

Non ho mai saputo come hai fatto ad avere il mio numero, ma qualche giorno più tardi mi arrivò un sms:

"I tuoi sguardi mi allietano la giornata. Grazie! ########"

E così avevo anch'io il tuo numero di telefono; la mia risposta fu immediata:

"Sono stanca di aspettare... Impaziente #########"

Da questi messaggi all'averti non passò nemmeno una settimana. Una prima telefonata, inaspettata. Un primo incontro, lontani da tutto, dove sembravamo due che cominciavano a frequentarsi normalmente. Poi, dopo il secondo incontro, ti chiesi di accompagnarmi alla macchina, parcheggiata un pò fuori mano rispetto al posto in cui avevamo bevuto. Acconsentisti. Non sapevo come e non volevo farti capire che stavo morendo di desiderio per te. Allora accostasti, io scesi dalla tua, per altro meravigliosa, auto, lo facesti anche tu. Rimanemmo poggiati sulla tua a salutarci, a darci appuntamento ad un immediato futuro, non so perchè, ma un istante prima di aprire la portiera abbassai la testa, ero forse sconsolata per aver ricevuto da te solo sguardi, vogliosi si, ma solo sguardi, nessuna iniziativa. Mi poggiasti la mano sotto il mento spingesti in su e finalmente mi baciasti. Mi abbandonai a te, alla tua bocca, morbida, carnosa, profumata, cercata infinite volte...alla tua lingua bagnata che cercava la mia...:

"Ti voglio da troppo tempo ormai."

mi dicesti, ed io:

"Allora non aspettare oltre e prendimi"

Credo che la tua casa al mare fosse troppo lontana da lì, mi invitasti a salire e ci fermammo in quell'hotel appena fuori città...documenti, chiavi... finalmente in camera.

Il letto era di fronte a noi, lo sfiorai con lo sguardo e lo vidi già testimone di un adulterio consumato in preda ad una passione irresistibile che mi fece perdere ogni senso della decenza, del pudore, della vergogna. Poggiai le mie cose sul mobile accanto al letto. Mentre lo facevo mi accorsi che non avevo assolutamente vergogna di nulla, che avrei fatto qualunque cosa quella sera insieme a te, e per te, e così fu. Stavi togliendoti la giacca quando mi avvicinai a te e spingendoti sul muro ti baciai. Stavolta lo feci io e tu mi assecondasti. Sentii le tue braccia forti stringermi a te, poi risalire lungo la mia schiena fino a che le mani non strinsero la mia testa, come per non perderla, come per non allontanare la mia bocca dalla tua. Fu un bacio lunghissimo, intenso, che mi eccitò da impazzire. Cominciasti a spogliarmi, ma io ti fermai immediatamente, avevo già in mente cosa volevo fare: quella sera mi sentivo stranamente diversa dal solito, era come se quello non fosse il nostro primo incontro, la nostra prima volta, era come se ti avessi avuto altre volte, come se ti conoscessi da tempo e la vergogna o il pudore non esistessero più.

Ti spinsi sul letto, mi distesi su di te, ti tenevo le mani ferme sulla tua testa e ti baciai con foga, con desiderio...ancora...e ancora. Mi alzai in piedi sul letto, con te che con lo sguardo in alto mi guardavi dal basso. E cominciai a spogliarmi da sola, passando le mani sul mio corpo eccitato per mostrarti i punti in cui impazzivo se venivo toccata: non volevo aspettare che tu li scoprissi, volevo goderne subito, mostrandoteli da me. Le mia mani scivolarono sul mio sesso fradicio, mentre tu ti ubriacavi di questa immagine di donna eccitata che ti mostrava il suo piacere. Mi accucciai dolcemente su di te e ti spogliai seguendo con la lingua, le mani che ti liberavano dai vestiti...le mie unghie ti sfioravano, provocandoti brividi, ti accarezzavo, ti baciavo, ti leccavo, ti succhiavo. E tu, che fino a quel momento eri accondiscendente, con un movimento rapido e deciso mi afferrasti le braccia e mi tenesti ferma: situazione opposta, eri tu adesso che con la tua lingua esploravi quei posti misteriosi e segreti che ti avevo mostrato. Io godevo soltanto, mi inarcavo dal piacere, chiudevo gli occhi per assaporare con la mente il rumore del tuo respiro sempre più affannoso mentre mi bevevi. Sento la tua lingua allontanarsi...per far posto al tuo sesso, ancora a me sconosciuto. Un colpo. Deciso, duro, eccitato, violento...un mio gemito di piacere immenso. Mi sussurrasti nell'orecchio prima di baciarmi:

"Finalmente sei mia"

Le mie unghie affondate nei tuoi glutei...le mie gambe d'improvviso si strinsero ad abbracciarti e renderti impossibile ogni movimento. Rimanesti immobile, completamente immobile dentro di me, ma vivo, pulsante, maestoso...pochi secondi e venni nella tua immobilità. Ancora magicamente incosciente del tuo fiume che stava per invadere le mie vie più buie.

Immobili. Ancora uniti. Stanchi.

Ti sentii ricrescere, rinascere dentro di me senza esserti allontanato di un solo millimetro.

Fu meraviglioso.

Oggi, all'ombra di questo ricordo, un orgasmo per sopprimere la mia immensa voglia di te.

over

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mercoledì, 26 luglio 2006

Voglia.

A un passo dal cedere al desiderio di te.

Voglio...

mani che mi toccano,

dita che mi esplorano,

lingua che mi assapora,

narici che mi annusano,

bocca che mi beve,

voglio...

te.

Una volta.

Solo una.

Poi i ricordi...

poi volare,

via.

 Scomparire

e rimanere il tuo angelo.

Prendimi:

ovunque...

comunque...

angel

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"in" pensieri, emozioni, desideri, me stessa







lunedì, 24 luglio 2006

Sms: "Brancolo nel buio, la mia luce si è spenta".

Quasi 10 giorni senza te, sembrano pochi,ma sono un'eternità. Mi sto abituando all'idea di non averti più, mi sto abituando all'idea di non sentire più il profumo della tua pelle, di non ascoltare più le tue parole, di non sentire più le tue braccia che mi avvolgono.

Ci sono momenti che questi ricordi mi sembrano così distanti nel tempo... quasi come se non ti avessi vissuto, ma solo sognato, solo immaginato...invece no, c'è stato un tempo in cui tu sei stato mio, un tempo in cui ti ho avuto davvero, ma il tempo passa ed ho voluto lasciarti andare via. E' stato solo egoismo il mio, l'ho fatto per me stessa, non reggevo più il pensiero di non poterti avere completamente per me, non reggevo più l'idea di doverti dividere con chi ha mille volte più diritti di me sul pretenderti...non reggevo più il dover essere "l'altra"...Non avrei mai detto che la stanchezza sarebbe arrivata, credevo di farcela ancora a lungo, invece no. Dare ragione a chi mi diceva che avevo diritto a qualcosa in più, a qualcuno che la notte tornava da me e non da un'altra, a chi diceva che meritavo qualcuno che mi stesse accanto sempre e che corresse da me quando ne avevo bisogno...ora è dura...ma è così, avevano ragione.

La tentazione di risponderti, di scriverti "Riaccendi la tua luce" è davvero forte, ma non lo farò, devo non farlo, ricadrei in una "trappola" senza fine e non lo voglio, anche se mi sento vuota, anche se mi manca l'aria, anche se a volte mi sembra di annaspare.

Quello sguardo furtivo che ci siamo scambiati ieri non aiuta ad uscirne, uno sguardo pieno di desiderio, uno sguardo che voleva dirmi di riprenderti, in un posto pieno di gente, non ci siamo nemmeno salutati, ma solo rimasti lì, per dei lunghi interminabili minuti uno vicino all'altra, col corpo che fremeva, la mente che cercava sollievo altrove...così, accanto, senza dirci una parola, fingendoci perfetti sconosciuti, aspettando il nostro turno a quel maledetto sportello che non si liberava mai. Poi tu vai via, mi passi accanto, mi sfiori, di proposito, ed io tremo. Ti vorrei ancora. E stamattina quell'sms.

Mi manchi, mi manchi da impazzire, ma anche questo col tempo passerà.

intreccio

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sabato, 22 luglio 2006

Ho voglia di rialzarmi.

Mi sento completamente distesa per terra,

a non fare,

a non pensare,

 a non essere.

Voglio reagire,

voglio tornare a sentirmi importante,

desiderata,

ho voglia di ricominciare a vivere,

dopo questi giorni in cui mi sono sentita

 sola e vuota.

luna piena

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giovedì, 20 luglio 2006

...Stringimi ancora,

tra nuvole e lenzuola,

non dire una parola...

...abbracciami ancora

 tra nuvole e lenzuola,

non dire una parola...

- Negramaro, Tra nuvole e lenzuola -

 mani

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martedì, 18 luglio 2006

...I ricordi sono in fila e non mi mollano,

ad uno ad uno salgono e mi tormentano...

...la prima volta che assaggiavo il tuo sapore e già ne ero strettamente dipendente...

...e ora non ci sei,

domani è già arrivato,

e brucia dentro sai,

anche se ero preparato,


e cadono parole come pioggia sulla strada,

forse verrà domani il sole che le asciuga.

Non so dove mi porterà questa marea,


a largo o a riva non ne ho idea,


se con qualcuno o se con te,


non so domani neanche se sarò con me...

...mi gira in testa ancora la tua voce...

...Forse domani un nuovo vento la mia passione soffierà via,


chissà domani quale fuoco ecciterà i peccati miei,


perché domani non ci sei, perché domani non c'è "noi"...

...dentro ho un'immagine di te che non parla,

l'ho fatta per guardarla e non voglio rovinarla...

...forse sarai solo una luce che illumina il mio ieri...

- Articolo 31, Domani -

pensieri

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"in" tears, frasi rubate







domenica, 16 luglio 2006

Eravamo sempre noi in quel letto.

Fantastico come sempre.

Fantastico come te...

Ma la mia stanchezza non è andata via.

E' finita.

red lips

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Adesso non ho voglia di scrivere. Lo farò in un altro momento.

Buonanotte.

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domenica, 16 luglio 2006

Sono stanca.

Stanca di essere la tua bambola,

sono stanca di doverti dividere con un'altra,

stanca di cacciare dalla mia testa il pensiero che per noi due non può esserci un futuro,

stanca di vederti nei ritagli di tempo,

di incontrarti per strada e far finta di non conoscerti, mentre tieni per mano tua moglie,

stanca di sentirmi la tua puttana a cui poi dici "ti amo",

di correre da te ogni volta che ne hai o ne ho voglia,

di cercare ed inventare mille scuse per vederti,

sono stanca di essere la tua amante.

Basta.

Stasera ci vedremo, faremo l'amore...

poi finirà.

Ho deciso.

Mi sento il cuore a pezzi, l'anima lacerata,

ma stasera tra te e me finirà.

contorta

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sabato, 15 luglio 2006

SUPERBIA...: credo sia il "vizio" più stupido. Non mi sono mai sentita più importante di qualcun'altro, anzi, al contrario, ci sono stati periodi della mia vita in cui mi sentivo completamente inadeguata a tutto ed ho dato tutta me stessa per far venire fuori il meglio di me. Mi divertono molto, però, le persone superbe: mi piace stuzzicarle e tirarle di giù dal loro piedistallo e poi ridere nel vederle affannarsi per risalirci.

ACCIDIA...: ho sempre bisogno di avere la mente impegnata, in situazioni nuove, che mi portano a provare sensazioni ed emozioni nuove. Certo, non sempre porto a termine tutto quello che comincio... ci sono anche periodi in cui mi piace oziare, in cui mi perdo nel dolce far niente, ma sono davvero brevi. Non ho assolutamente paura di confrontarmi, delle difficoltà, nè tantomeno fuggo di fronte ad un ostacolo...tento sempre di superarlo; a volte non ci riesco, ma ci provo.

IRA...: é il mio "vizio", quello che potrebbe tranquillamente contraddistinguermi. Basta che una mosca mi ronzi attorno nel momento sbagliato per farmi esplodere in reazioni furiose ed incontrollate. Non c'è nulla in particolare che mi faccia innervosire più di altro, e, allo stesso tempo, tutto può essere causa di miei scatti furiosi. Quando torno in me, vorrei nascondere la testa sotto la sabbia...ma lo stesso non mi so mai controllare.

GOLA...: il mio rapporto col cibo è maledettamente complicato. Per un lungo periodo è stato il mio peggior nemico. Ora non è di certo il mio miglior amico, ma riesco a conviverci pacificamente.

AVARIZIA...: non mi appartiene. Divido tranquillamente le mie cose con chi me lo chiede, non ho problemi a prestare la mia roba (anche se segno sempre a chi la presto, per evitare di dimenticarmene)...divido perfino il mio uomo!!!!! Ma se mi accorgo che si approfitta di questo divento una iena e non perdono.

INVIDIA...: è inutile dire che non invidio, a tutti prima o poi nella vita è capitato d'invidiare qualcuno. Ed è successo anche a me qualche volta. Per fortuna, l'invidia che ho avuto non è stata di quelle che ti divorano, ma di quelle che ti portano a pensare solo "perchè io no?"...ma il momento successivo era tutto dimenticato.

LUSSURIA...: dulcis in fundo... lo sono....eccome! Affronto quasi tutto con passione, questo mi permette di sentirmi viva. Mi piace donare a chi m'intriga una sola parte di me, corpo o mente, e lasciare l'altra nascosta solo per me. E poi, adoro far l'amore, lo scoprirsi, lo spogliarsi, il guardarsi per la prima volta, l'assaporarsi, lo stupore per e dell'altro...è fantastico.

aggrappata...

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"in" me stessa