mercoledì, 20 giugno 2007

NON posso assolutamente credere che possa esistere un "orgoglio pedofilo", nè che possa esserci qualcuno che permetta che questa farsa esista. NON posso credere che persone che io non ho il coraggio di chiamare tali, si credano in diritto di poter accendere una candela azzurra in sostegno di tutti i pedofili incarcerati perchè vittime di una legge discriminante e ingiusta, NON posso credere che nessuno possa fermare questa follia. NON voglio crederlo!

Il 23 giugno questi bastardi si crederanno in diritto di celebrare il loro amore per i bambini!!! Già, un amore così forte che li priva per sempre della loro ingenuità, della loro gioia, del loro sorriso, del loro candore di bambini.

Io il 23 giugno penserò a tutti quei piccoli visi che non conoscono più il sorriso, a tutti quei piccoli occhi che decine e decine di volte si sono riempiti di lacrime silenziose, alle loro bocche che altrettante volte avrebbero voluto gridare aiuto e non hanno potuto farlo, io il 23 giugno maledirò ognuno di loro che crede di amare in questo modo malato una piccola creatura che avrebbe diritto solo ad essere protetta da un orco bastardo.

magdaleine

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"in"







giovedì, 14 giugno 2007

"Questo silenzio non vale neanche una parola..."

-Tiziano Ferro, Dimentica-

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"in" pensieri, me stessa, sconosciuto, frasi rubate







martedì, 12 giugno 2007

"... Divento acqua, quando hai sete, sono pane, quando hai fame, sono l’ombra, quando c’è il sole, sono giaciglio, quando sei stanca… ma senza l’amore sono nulla..."

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"in" parole per me







martedì, 12 giugno 2007

Pensieri.

Per non pensare.

A volte è meglio non averli, a volte è meglio scansarli...

a volte è meglio sfuggirli.

katarina sokolova 4

Foto di Katarina Sokolova

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"in" pensieri, me stessa







giovedì, 07 giugno 2007

Per una decina di volte, almeno per dieci volte ho aperto un messaggio vuoto e le mie dita hanno cominciato a scriverti. Almeno per dieci volte ho scritto di getto per te tutto quello che mi passava in quel momento per la testa. E per altrettante volte, l'ho riletto, fatto mio e poi cancellato. E oggi, cancellavo dei messaggi insignificanti che ho nella casella, e gli occhi sono caduti su quello... quello che mi hai mandato il 26 gennaio alle 11.41, che non ho avuto la forza di cancellare. Breve, brevissimo, ma di certo quello che mi è rimasto più nella testa. Mi sono fermata a pensare e mi sono fatta un milione di domande, domande per una situazione mai vissuta prima e che mai più rivivrò per mia stessa volontà, situazione che avrei voluto continuare a vivere, che mi ha portato a gesti inusuali per il mio essere, eppure spontanei, ubbidenti, sentiti. Perchè? Mi sono domandata il perchè, ma non ho una risposta. Probabilmente non mi sono lasciata capire fino in fondo, probabilmente non hai capito la mia complessità, non hai capito quello che nascondevano le mie parole, non hai capito cosa per me eri o cosa avrei voluto essere, non hai capito cosa avrei voluto da te e cosa, invece, non avrei mai preteso nè chiesto. O forse sono stata io a non saperlo trasmettere e non tu a non averlo capito. Ho sperato di trovare delle tue parole che non sono mai arrivate, ho sperato di poter vedere i tuoi occhi o sentire ancora la tua voce, quella voce che ho sentito per pochissimi istanti e che comunque riconoscerei tra un milione, una voce che mi ha lasciato immaginare il tuo viso per mesi.

E poi inevitabilmente ti chiedi se tutto è stato vero, ti chiedi se quelle parole scritte mesi fa sono state sincere, ti domandi se tutto quello che hai letto era scritto con la mente o con l'intenzione... inevitabilmente, te lo domandi. E mi domando se anche io avrei potuto non dirti delle cose che fanno parte solo di me, non darti quello che ti ho dato... mi domando... e tanti se passano nella mia testa. Se che rimarranno dei se... Mi domando perchè il tuo comportarto è cambiato così radicalmente, mi tornano in mente tutte le parole scritte, scambiate, lette e mi domando perchè allora me le hai scritte.

Sei stato un viso immaginato, un profumo sentito nella notte, uno sguardo mai scambiato, un tocco voluto, un sapore cercato.

Eri tu.

Non volevo vedere quello che avevi intorno, non volevo conoscerlo, se non perchè avresti voluto anche tu... per me eri tu e basta, nella tua interezza, nelle tua complessità, nel tuo dolore che volevi evadere, nel tuo "scendere così in basso", come una volta mi hai detto, ma eri tu, null'altro. Non m'interessava quello che ti circondava, e spesso scriverti era come evadere anche per me, era immaginare, sentire, provare, dire cose che non avrei potuto dire altrimenti, immaginare situazioni in cui finalmente non avrei dovuto fingere di essere una brava ragazza, ma sentirmi libera di essere la cattiva che voglio essere, senza chiedere nulla in cambio se non la possibilità di vivermi liberamente quell'andare oltre le regole e il finto perbenismo, come del resto volevi anche tu.

Eri emozione pura,

rubata,

vissuta.

Eri pelle profumata,

desiderata,

sentita,

voluta.

Eri sensazione provata,

assecondata,

cercata.

Eri.

Non so forse l'errore più grosso che ho fatto è stato quello di desiderare violentemente di

avvicinarti,

annusarti,

guardarti,

leccarti,

morderti,

spogliarti,

esplorarti,

accarezzarti,

eccitarti,

goderti,

 scoparti,

respirarti,

sfiorarti,

assaporarti,

ascoltarti,

...

per sentirmi poi

presa,

stupefatta,

invasa,

riempita,

coperta,

leccata,

penetrata,

stuzzicata,

scoperta,

spogliata,

circondata.

Avrei voluto sentire la tua lingua su ogni centimetro del mio corpo,

il tuo corpo impadronirsi del mio,

la tua mente libera da ogni più piccolo pensiero

che non fossi io.

Avrei voluto sentire te.

Avrei voluto sentirti godere,

bere ogni più piccolo tuo sospiro,

nutrirmi del tuo piacere che sarebbe stato solo mio.

 

Un'emozione in parole di RedLady© alle ore 15:11"commenti (12)
"in" sconosciuto







giovedì, 07 giugno 2007

Finalmente quel meraviglioso angolo sul mare ha aperto i battenti anche questa estate: un luogo particolarissimo, incastrato tra il mare e la litoranea, ma abbastanza sottoposto rispetto alla strada da non sentire il traffico che già comincia a scorrere. Un minuscolo chiosco, tra l'altro ben fatto, proprio di fronte ad una meravigliosa e piccolissima baia chiusa da due faraglioni che poco lasciano intravedere più in là. Di fronte, solo il mare che arriva fin sotto i piedi di chi è adagiato su divanetti in vimini coi piedi nella sabbia.

E' mia abitudine togliere le scarpe quando arrivo in quel posto, mi piace il contatto della pelle con la sabbia fredda della notte, mi piace bagnarmi i piedi con l'acqua limpidissima e caldissima della baia che non lascia passare la più piccola corrente che potrebbe agitare le acque...

Sono con una mia amica, è mercoledì e non c'è tanta gente, si sta ancora meglio del solito. Il proprietario oramai è mio amico, sa perfettamente che nei giorni di grande calca non mi vedrà mai nel suo locale, ma sa altrettanto bene che sono innamorata di quel posto perchè mi rilassa, mi rinfresca la testa, mi calma... vado lì quando ho bisogno di non stare tra la folla.

Un filo di vento, bevo con la mia amica, che cerca di spiegarmi una storia che vive con un uomo molto più vecchio di lei e che le rende il cervello schiavo del suo corpo, mi squilla il cellulare, è un sms:"Sapevo di trovarti senza i tuoi sandali... sai che le tue caviglie mi fanno impazzire."

Era lì, ma non lo vedevo, non lo avevo visto. Era al chioschetto: voltandomi vedo la sua mano che stringe un bicchiere e i suoi occhi puntati su di me. Gli rispondo con uno sguardo. Conosco la persona che lo accompagna, ma loro non lo sanno, non sanno di avere la mia conoscenza in comune.

Passa più di un'ora ed il suo amico si avvicina a noi, mi saluta e ci presenta. "Piacere", mi dice, "Piacere mio", gli rispondo...mentre la mia carne urlava. Passiamo il resto della serata seduti sul vimini a chiacchierare, mi chiede perchè ho tolto i sandali, gli rispondo perchè mi piace sentire il freddo della sabbia sui piedi nudi, recitiamo una parte perfetta, da altrettanto perfetti sconosciuti... Gli dico "ah, ma sei sposato?", "si"...

Perfetto, tutto perfetto.

Andiamo via prima noi ed appena allontanate, la mia amica si lascia sfuggire "proprio carino il maritino, ci farei un pensierino...", io sorrido annuendo.

Proprio mentre sto per lasciare la mia amica a casa, altro sms: "ho voglia di assaggiarti, di annusarti, toccarti, guardarti, sentirti... ti voglio con ogni senso"

...

Prima d'infilarmi nel suo letto gli domando perchè, perchè mi ha eccitata in quel modo trattandomi da perfetta sconosciuta, perchè mi ha scatenato una voglia irrefrenabile di lui, perchè è venuto lì sapendo di trovarmi...

Mi risponde tirandomi a lui, spogliandomi e baciando ogni centimetro della mia pelle. Sento la sua lingua scorrere veloce sul mio corpo, le sue mani soffermarsi dove devono, sento il suo fiato nelle mie orecchie e la sua bocca che mi dice: "perchè non so resisterti, perchè quando ti vedo devo averti".

Mi ha assaggiata, annusata, toccata, guardata, sentita... presa!

E sento ancora il suo odore sul mio corpo.

Il suo sapore nella mia bocca.

volto

Foto trovata nel web, per qualsiasi problema, contatatemi.

 

Un'emozione in parole di RedLady© alle ore 00:05"commenti (3)
"in" vita vissuta, sesso, emozioni, desideri, me stessa







mercoledì, 06 giugno 2007

Barbara.

Era la tua vita, ed era una vita quella che avevi in grembo.

E penso a quelle lacrime.

A quelle false lacrime di un uomo che con le stesse mani che gli asciugavano gli occhi,

poche ore prima aveva compiuto il suo ultimo "gesto d'amore".

Si era preso la tua dignità di donna e di mamma,

ed  ha voluto prendersi anche

l'unica cosa che ti apparteneva realmente: la tua vita.

COLPEVOLE. COLPEVOLE. COLPEVOLE.

PER ME SEI COLPEVOLE, SENZA POSSIBILITA' D'APPELLO.

Tu, non sei un uomo: perchè un uomo protegge la sua donna.

Ma un uomo protegge soprattutto sua figlia.

 flower in the hand

Foto trovata nel web, per qualsiasi problema, contattatemi.

Un'emozione in parole di RedLady© alle ore 00:49"commenti (3)
"in" pensieri