Ho ricevuto un sms "Ho bisogno di te...ti prego." L'ho richiamato e mi ha chiesto di incontrarci in tutta fretta al solito posto. Era già lì, inconfondibile in quella macchina, non ne girano poi tante così... L'ho visto triste e gli ho subito chiesto cosa fosse successo. Ho temuto che la salute di sua moglie fosse peggiorata di colpo, per fortuna mi sbagliavo, ma il problema era lo stesso lei. Scenata a pranzo: mentre pranzavano gli ha detto a bruciapelo "allora? Chi è l'altra con cui scopi?"
Sono rimasta di ghiaccio, per qualche minuto non ho saputo cosa dire, cosa fare, mi sono sentita un milione di occhi addosso, come un flashback mi sono passate d'avanti agli occhi tutte le serate passate nella sua casa al mare, in macchina, tutti i momenti nostri. Come diavolo ha fatto a saperlo? Non me lo spiego, non può averci visti, nè lei nè qualcuno che conosce, perchè non siamo mai insieme, in pubblico ci ignoriamo, ci vediamo in posti lontani km da questo paese che raggiungiamo sempre separatamente. Eppure immaginavo che questo momento sarebbe arrivato, arriva sempre.
Ma il paradosso è che lui ora ha paura. Ha paura di essere lasciato. Da me. Crede che io possa allontanarmi da lui perchè ora lei lo controllerà a vista, crede che ora che questa clandestinità è stata scoperta "il gioco" non mi interessi più, ha paura che io possa lasciarlo. "Porca puttana!" gli ho detto, "ma è possibile che non pensi mai a lei, ma sempre a me? Io non posso darti quello che vuoi!" Da perfetto maschio, questa è la scusa giusta per farsi lasciare, è il momento giusto per poter mandare a monte tutto, senza aver avuto il coraggio di farlo lui, per primo. Siamo stati più di due ore a parlare, non le ha detto chi è l'altra, ma non ha nemmeno negato che ci sia, ha cercato di portare la situazione dalla sua parte, fingendosi arrabbiato per questa affermazione che lo ha ferito nell'orgoglio di marito, le ha detto. Si è finto arrabbiato perchè nonostante tutto lui è fedele e questo dubbio che gli ha esternato gli ha dimostrato la totale mancanza di fiducia...
Due versioni: una per me, una per lei.
Due vite: una con me, una con lei.
Mi ha ripetuto un milione di volte che è me che vuole e che non c'è migliore occasione per poter venire allo scoperto adesso. Ma non è questo che voglio. No!
Lo sapevi, porca miseria, sapevi bene sin dall'inizio che da me non avresti avuto altro, non ho mai esternato i miei sentimenti per te, ti ho sempre detto chiaramente che io e te potevamo esistere solo così, da clandestini, ed era questo che anche tu volevi, andava bene anche a te così. Non potrò mai darti il mio cuore, non voglio il tuo. Voglio solo il tuo corpo, le tue mani, i tuoi occhi, come diavolo posso fartelo capire?
Ero seduta su quella sedia di plastica bianca, ad un tratto tu ti sei alzato dalla tua e ti sei messo accovacciato sulle tue gambe di fronte a me, con le tue mani sulle mie gambe, ed hai continuato a parlarmi, a dirmi che la luce non potrà ucciderci: sono rimasta in silenzio.
Indossavo un vestitino nero, leggero. Ho aperto le gambe di fronte a te mentre mi parlavi, ho poggiato le mie caviglie sulle tue spalle e mi sono sfilata il perizoma nero che indossavo: così, con le gambe aperte di fronte al tuo naso ho cominciato a toccarmi e poi a masturbarmi. Non ci hai messo molto ad infilare la tua testa tra le mie cosce e a far perdere la tua lingua tra i miei umori. La sentivo solcarmi le labbra dall'alto in basso, mentre le tue mani, ferme sul mio inguine si aggrappavano al mio piacere e spingevano per allargare, per fare spazio, ancora più spazio. Non ti fermavi, sentivo il rumore del mio piacere sulla tua lingua, fin quando ti ho sentito alzarti e farmi bere il mio piacere stesso da un lungo bacio che mi ha dato. Sono bastati pochi movimenti della tua lingua a mandarmi in estasi, sai bene come muoverti, come muovere ogni parte del tuo corpo sul mio, è per questo che non riesco a rinunciare a te: ti prendi ogni libertà con me, perdi ogni pudore, ogni vergogna, quello che parla è il tuo istinto, a volte animale, un istinto che ti porta a voler godere senza riserve.
Ti ho sbottonato i pantaloni e ti ho lasciato scomparire nella mia bocca, completamente. Tu hai cominciato a muoverti e ti sentivo crescere sempre di più, sentivo il sapore del tuo corpo che mi invadeva il cervello, mentre la mia mano fremeva tra le mie gambe: mi sentivo potente in quel momento: stavo gestendo due orgasmi. Il tuo: sapevo quando fermarmi per non darti modo di doverti poi fermare. Il mio: fermare la mia mano per non smettere di godere, dovevo essere io a decidere come e quando far esplodere quel godimento. La mia bocca sembra fatta per accoglierti, e tu lo sai. Ti ho portato al limite e poi immobile d'un tratto il tuo sesso ha assorbito i miei sospiri orgasmici.
Ho sentito le tue mani che scivolavano lungo tutta la mia schiena, le tue carezze sulla mia nuca, che sai bene da sole basterebbero a mille miei orgasmi, le tue mani sui miei fianchi avide di avvicinare le mie spalle al tuo ventre e poi... poi un tuo sussurro nell'orecchio mentre sentivo il tuo petto attaccarsi alla mia schiena e la tua mano perdersi nella mia essenza:"Bois!"...
...Et j'ai bu ton plaisir...
Ho sentito scorrermelo nel corpo e l'ho assorbito come se fosse il tuo nettare, la cosa più preziosa che potessi regalarmi... sai perfettamente bene che per poterlo fare devi portarmi fin fin all'inferno...solo così lo faccio mio, completamente, goccia dopo goccia, e tu sei stato uno dei pochi capace a saperlo fare.
Ancora in preda ad un leggero affanno, gli ho detto che è questo che voglio da lui, solo questo. Prendere o lasciare. L'ho guardato negli occhi e gli ho detto, mi interessa il tuo corpo, il tuo sesso, il tuo modo spettacolare di saperlo fare, di farmi godere, mi interessa scoparti, niente di più. Mi interessa eccitarti per telefono quando sei in studio con i tuoi colleghi e discuti di questo e di quell'altro caso, delle strategie da adottare in tribunale, eccitarti con loro di fronte e poi sentire squillare il mio cellulare poco dopo, e dall'altra parte la tua voce che mi dice "Sei una stronza...questa era per te, ma la prossima volta me la pagherai e farai quello che vorrò io!" e poi vederci e per una volta diventare quasi il tuo giocattolo; mi interessa fare finta di non conoscerti quando un amico in comune ci presenta, mi interessa approfittare di ogni più piccolo allontanamento di tua moglie per poterci vedere nella tua casa al mare, mi interessa godere. Con te. Senza dover pensare a chi o cosa ci aspetta a casa, senza legami, senza carezze, senza sentimenti, senza falsi moralismi, senza pudori, senza vergogne, con desideri e voglie mai provate e da voler provare solo con te. Io con te ho un obiettivo, che ancora tu non conosci, ma che mi sono posta qualche mese fa, quando i tempi saranno maturi te ne parlerò, e non credo ci vorrà ancora del tempo.
Quest'obiettivo è il 3.

Foto trovata nel web, per qualsiasi problema, contattatemi.
Sono stata scaramantica fino all'ultimo, ma dopo tre mesi di su e giù dalla questura per via del passaporto, nomi e luoghi precisi da dover fornire alla Farnesina, assicurazione sanitaria e mille altri cavilli, finalmente stamattina ho ritirato il codice del mio biglietto aereo, e dall'8 agosto mi aspettano 20 giorni tra Atlanta, New York e Washington.
Quasi non ci credo...

Ho desiderato tanto l'estate,
il sole,
il caldo...
ma mi sto sciogliendo.

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"JESOLO - È annegato, risucchiato dalla corrente alla foce del Piave. Portato chissà dove dall'acqua del fiume che in quel punto, a Cortellazzo (Jesolo), incontra il mare. Ieri mattina attorno alle 12, è scomparso in un attimo Dragan Cigan di 31 anni, cittadino bosniaco, manovale a San Martino di Lupari - in provincia di Padova -, che poco prima si era tuffato in mare assieme ad un altro extracomunitario marocchino H. R. di 35 anni, per soccorrere due fratellini di sette e dieci anni , arrivati al mare con mamma e papà da Roncade (Treviso), che stavano per annegare. Alla fine i bimbi se la sono cavata, mentre Dragan non ce l'ha fatta. Ha lottato con tutte le sue forze ma un'onda se l'è portato via e non è più riuscito a guadagnare terra. Il marocchino che con lui si era tuffato è riuscito a raggiungere la riva, tirato su a braccia dagli altri bagnanti che nel frattempo si erano mobilitati per dare una mano. A quanto pare però, i genitori dei bimbi non appena hanno riabbracciato i figli, se ne sono andati suscitando l'indignazione degli altri bagnanti. Hanno lasciato la spiaggia senza aspettare l'esito delle ricerche dell'uomo che ha salvato i loro figli. Senza curarsi della disperazione della sorella e degli altri familiari di Dragan, che in Bosnia aveva una moglie e due figli di 4 e 9 anni. Una coppia di Vittorio Veneto è fuori di sé per quanto ha visto: "Ci siamo vergognati di essere italiani quando abbiamo visto i genitori dei bimbi di Roncade salvati andarsene senza neppure avvicinarsi a confortare i familiari dell'uomo annegato e senza ringraziare quel marocchino". E aggiungono: "Non credevamo ai nostri occhi. Un comportamento inqualificabile". E pensare che Dragan e H. R. non appena hanno visto i bimbi in difficoltà, senza conoscersi, senza parlare la stessa lingua, non hanno perso un momento. E' bastato uno sguardo d'intesa e si sono buttati in acqua. In quel momento la spiaggia era affollata di bagnanti, ma solo loro si sono tuffati nel disperato tentativo di trarre in salvo i bimbi. La corrente in quel punto è fortissima, i due giovani hanno speso tutte le energie per cercare di salvarli. La riva era lì a due passi, ma sembrava irraggiungibile. Intanto a terra montava l'angoscia. All'apprensione per i due fratellini si aggiungeva l'ansia per Dragan che non ce la faceva più a lottare contro la corrente. Zurica la sorella del manovale bosniaco iniziava a urlare disperata. Con lei c'erano il marito e il figlio. Sono stati minuti drammatici con la famiglia di Roncade che nel frattempo si allontanava. Poco dopo è stata rintracciata dalla polizia di Jesolo che l'ha accompagnata in commissariato per ricostruire la vicenda."
- Notizia presa da www.repubblica.it -
...e me strafrego se Simonetta Rubinate, sindaco di Roncade dice di questi...chiamiamoli così, genitori che sono "un nucleo familiare molto giovane e senza grandi possibilità economiche con tre figli piccoli". La riconoscenza, caro sindaco, verso chi dona la vita per salvare quella dei propri figli (che per altro così piccoli non andrebbero lasciati giocare in un punto già noto per le forti correnti marine, per di più da soli...) non dipende dalla condizione economica, non dipende dal numero dei figli... dipende dal cuore che una mamma ha, dipende dall'eterno rispetto che chi è morto per salvare un'altra vita, merita. Ed ora mi chiedo solo una cosa: cosa racconterete ai vostri figli? Cosa direte loro? Con quale coraggio ancora potrete guardarvi allo specchio senza provare sdegno per voi stessi?
Ecco: questo è uno dei momenti in cui mi vergogno di essere italiana come loro.
Porto Selvaggio, nei pressi di Nardò (Le).
Una meravigliosa baia immersa in una pineta che scende quasi fin sul mare, l'acqua limpidissima tanto che a due metri d'altezza si distingue perfettamente il fondale, fredda, freddissima...che refrigera l'anima di questo caldo africano che toglie il respiro. Per raggiungerla abbiamo dovuto camminare per più di un chilometro in mezzo alla folta pineta, ma poi arrivati la vista che si è presentata è stata spettacolare, grandiosa, un paradiso per gli occhi e per i sensi... Per andarci c'è bisogno solo di due cose, che risultano indispensabili: macchina fotografica e scarpette per poter camminare sugli scogli, tra l'altro piatti, lisci e levigati dal mare.
Ogni volta che passo un fine settimana nel Salento, scopro posti unici, meravigliosi, di cui avevo sentito parlare, ma a cui nessuna parola rende giustizia.



Foto scattate da me.

La lotta alla mafia dev'essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.
- Paolo Borsellino -
E' la seconda notte consecutiva che lo sogno e la cosa mi spaventa un pò, perchè difficilmente ricordo i sogni, e quando lo faccio non c'è mai nessuno degli uomini che mi piacciono o mi sono piaciuti.
Ricordo solo che nella folla della piazzetta antistante il Vin Caffè, l'ho avvicinato e gli ho detto :"Tu! Vieni con me!", gli ho preso la mano e l'ho spinto a seguirmi; camminiamo a passo veloce in modo che nessuno possa seguirci, guardandomi le spalle. Ci inoltriamo nelle vie strettissime del centro storico e ci ritroviamo in una salita ripidissima, che ad un certo punto si trasforma in una scalinata. Ricordo di essermi messa di fronte a lui, sul gradino più alto per cercare di riparare al "sessantadue" (come graziosamente qualcuno mi ha definita); lui molto più alto di me si ferma su quello più in basso. Siamo uno di fronte all'altra, ci guardiamo, e capisco dal suo sguardo che sta per chiedermi "Perchè mi hai trascinato qui?", allora mi avvicino a lo bacio. Ho sentito distintamente la sua lingua che, poco a poco, si è intrufolata divinamente nella mia bocca, sentivo l'umido che mi percorreva le labbra e la sua bocca attaccata alla mia. Mentre mi baciava, ho aperto gli occhi e dopo pochi secondi lo ha fatto anche lui: il bacio continuava, ancora più bello perchè i miei occhi erano persi nei suoi. Di colpo ci siamo ritrovati di nuovo nella folla della piazzetta, a guardarci da lontano, raccontandoci con gli occhi quello che era appena accaduto, ma facendo finta di non conoscerci...
Meraviglioso. Ricordo che quel bacio è stato eccitante e meraviglioso...
Ma nella realtà... ieri sera al Vin Caffè è successo dell'altro.
L'ho visto arrivare percorrendo quella piccola salita che porta al locale e che apre la vista alla piazzetta antistante, ed il mio corpo ha sorriso.
Lo vedo con la testa china sul suo cellulare, era da solo. Finalmente. Senza nessuno che potesse distrarlo con altri discorsi, completamente in balia del mio sguardo, che finalmente non doveva stare attento agli sguardi di chi abitualmente gli sta intorno. Io ho tra le mani una "bomboniera" di Magnum, l'ho appena portata alla bocca quando il mio sguardo ha incrociato il suo. Si siede su un'aiuola, dove comincia a parlare al telefono. Ogni tanto gli sfugge uno sguardo verso di me. Mi guarda fissa quando smette di parlare al telefono. Forse non c'era rete, ma chiude e riapre quella conversazione più volte, fino a quando finalmente lo mette via. Lo vedo camminare lungo la piazzetta, si avvicina alla mia seduta, resta lì fermo a guardarsi intorno e di tanto in tanto mi sento guardata, e mi sento meravigliosamente bene. Poi si allontana, entra nel locale e da lontano lo osservo, fin quando lo vedo fermo sull'uscio; decido di attraversare la piazza e andarmi a prendere un succo, il mio solito succo alla pesca. Lui è ancora lì. Forse mi ha vista arrivare, si è leggermente spostato in dentro, su un lato della porta, dando le spalle allo spazio lasciato per chi deve entrare. Gli passo accanto, a pochissimi centimetri di distanza, accanto a me le sue spalle avvolte nella t-shirt nera che indossava; mi avvicino al banco ed ora sono io che gli dò le spalle, ma forse non tiene conto dello schermo delle telecamere a circuito chiuso che ho proprio di fronte a me, da cui osservo i suoi movimenti: appena passo di fianco a lui, si volta a guardarmi e rimane con lo sguardo fisso su di me fin quando si accorge che lo osservo dallo schermo. Esco dal locale e raggiungo il resto del gruppo dall'altro lato della piazza, pochi sguardi ancora, poi è lui ad attraversare la piazzetta ed ad andare via. Lo guardo allontanarsi ed avrei voluto dirgli "Ma dove diavolo vai? Resta qui che ho voglia di guardarti ancora".
Parlava al telefono, passava la sua mano su quei capelli cortissimi e nerissimi, sorrideva ed il suo viso si trasformava da quello di un bastardo in uno espressivo e mutabile. E' la sua gestualità che mi piace, accostata a quella del suo corpo è opposta, i suoi gesti sono lenti ma decisi, pochi ma giusti...
Non so quando potrò riandare ancora al Vin Caffè, forse giovedì, oppure la prossima settimana, ma ho una stramaledetta voglia di guardarlo...e non so come fare per potermi fare avvicinare. Non voglio essere io stavolta ad avvicinarlo, ma voglio essere avvicinata, voglio che arrivi al punto di non poterne più dei soli sguardi... ma lui, non io.

Foto di Louisa Liebenbaum.

Mare. Il mio segreto e costante amore.
"I brividi si sono trasformati in desiderio ..
il desiderio in carezze..
le carezze in piacere...
il piacere si è sciolto su di me ..
stesso ma il desiderio è rimasto di leggere ancora di te"
"Con le tue parole di magia e sensualità.. ho ancora su me ... la traccia asciutta del desiderio"

Foto trovata nel web, per qualsiasi problema contattatemi.
Nella mia casella di posta qui su splinder, ho ricevuto molti messaggi fin'ora: di chi ha tentato maldestramente di rimorchiarmi, di chi voleva semplicemente salutarmi o comunicarmi le sensazioni che ha provato leggendo il mio blog, ma di offese mai, ancora mai... fino ad oggi.
Ho letto di qualcuno che dopo aver "divorato" il mio blog giorno per giorno e tutto d'un fiato, non ha potuto far altro che giungere alla conclusione di definirmi una puttana, una che si scopa chiunque le piaccia almeno un poco senza pensare nè riflettere su cosa queste persone possano avere alle spalle, se dei figli, delle mogli o comunque delle relazioni più o meno serie. Si, è vero, se una persona mi piace non mi chiedo se sia sposata, se abbia dei figli o altri tipi di relazioni, a me una persona interessa per la sua singolerità, non per quello che ha intorno, non mi passa mai per la mente di intromettermi in matrimoni o cose più grandi di me...sono affari loro. Mi è capitato che qualcuno mi chiedesse di rimanere insieme "per sempre" dopo aver mandato a monte la sua bella mogliettina, ma fossi quel tipo di persona avrei accettato, cosa che non è successa.
Non voglio dare spiegazioni a nessuno per quella che sono, per quella che sono diventata, io non mi sento sporca, non mi sento puttana, cerco solo di prendermi quello che voglio, quello che mi piace, senza toglierlo a nessuno, lo prendo solo in prestito...e poi le cose si fanno in due...se l'altro anche ci sta... non mi pare di doverlo violentare per stare con me...
Credo solo una cosa: di gente come me ne è pieno il mondo, è solamente difficile accettarlo, è difficile accettare che il proprio maritino per una notte non ci trovi attraenti e preferisca una donna più giovane, senza segni di gravidanze, allattamenti, è difficile accettare che i nostri padri per una notte trovino nostra madre meno attraente di una trentenne che vuole da lui solo una notte di sesso e null'altro, è difficile accettare che esista qualcuno che ha il coraggio di viversi quello che anche noi vorremmo e che non siamo capaci di ammettere a noi stessi...
Io sono così... infedele, mi godo e mi prendo quello che il mio corpo può offrirmi, e se in quella infedeltà vuoi vederci ad ogni costo una puttana, beh... sono affari tuoi, non miei... io mi amo per quella che sono.

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