giovedì, 24 luglio 2008

"ROMA - Dopo l'approvazione del lodo Alfano e il via libera del presidente Napolitano, Silvio Berlusconi tira un sospiro di sollievo. «Ora il sabato potrò lavorare tranquillamente e non stare con i miei avvocati» ha commentato il premier (che tempo fa aveva rivelato di trascorrere i weekend a preparare le sue difese in tribunale). E ha voluto ringraziare personalmente i senatori azzurri per il lavoro portato a termine: «Non vorrei parlare dei magistrati ma mi avete liberato. Ora non verrò più perseguitato, da quando sono sceso in politica ho dovuto far fronte a 2.502 udienze. Così facendo però avete licenziato Ghedini (il deputato del Pdl e difensore del premier, ndr) e i suoi collaboratori». Rientrando nel suo ruolo istituzionale, Berlusconi ha ribadito che il lodo Alfano «è un provvedimento assolutamente giusto»".
www.corriere.it

...e sfogliando on line le maggiori testate europee e mondiali, mi accorgo di quanto il mondo stia ridendo di noi....
Un'emozione in parole di RedLady© alle ore 17:57"commenti (2)
"in" pensieri, italia







mercoledì, 23 luglio 2008


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Un'emozione in parole di RedLady© alle ore 00:01"commenti (2)
"in" images, me stessa







mercoledì, 16 luglio 2008

"Non necessariamente le frasi mozze, strangolate, strappano impegni.
Carezze avide, musica jazz, qualche sigaretta.

La Betty si sdraia sul cemento dell’aia, in preda a incontenibili scoppi di risa.
A più riprese il clown alza la bombetta, martedì si stringe nelle spalle.

Cade, ma tanto non c’è fondo.

Una brezza più lunga, persistente, capricciosi vapori di nebbia agitano il nero bituminoso e rossastro delle nubi.
E il boato.
Una lunga successione di lampi e di tuoni, qualche chicco di grandine, vento che scuote gli alberi e ne spezza i rami più fragili.

La Betty con la camicia nera e le bretelline viola che sorreggono i blue-jeans, "Niente, non ne so niente!
Ride, ghigna proprio, artiglia la roccia e sputa sulla primavera.

"Io non ne so niente! Andatevene! Tutte le città fanno schifo!"

Asciuga labbra sporche di sangue, polmoni ghirlande secche, occhi a sonaglio.
Torcendosi in cento buffe e
raccapriccianti posture.
"Comincia a cantare, coraggio, cosa aspetti a venir dentro?"

Piove, gronda voce nervosa dal cielo.

Ha bevuto troppo al night.
Palpebre scese e due piaghe amare agli angoli della bocca.
Dio che faccia impossibile.
E il risultato eccolo lì.
Un clown bagnato.

Fulmini strisciano illuminando un quarto del suo seno, della carne bianca.
Poi di nuovo notte.
Non riesce più a spiccicar parola, vorrebbe bere quel piscio acido che gli cola addosso.

Ride, Betty, ride come un ebete triste, in quella serata balorda, consumata, dove non c’è una rotella che ingrani e
i conti non tornano.
Ma si, fanculo... ma si."
Un'emozione in parole di RedLady© alle ore 20:13"commenti (1)
"in" parole per me







venerdì, 11 luglio 2008

...e poi, durante una serata che sembrava "scontata", arriva un momento che ti accende i sensi. Quanto tempo era che non ti vedevo?
Volontariamente.
Ho fatto di tutto per evitarti in questi mesi, e ci sono anche riuscita, ma purtroppo o per fortuna per me, sai benissimo dove incontrarmi "casualmente".
Un banale "Ciao, come stai?" è solo l'inizio di una lunga discussione inevitabilmente terminata in quel letto sconsacrato dal mio corpo.
Parole prima pacate, poi senza timore hai lasciato che la rabbia uscisse dalla tua bocca.
Si, è stata colpa mia, sono sparita di colpo senza darti possibilità d'appello, ma lo sai...lo sai benissimo che ci sono momenti in cui questo ruolo da subalterna alla tua ufficialità, mi sta stretto, ed inevitabilmente fuggo, per poi cadere e cedere al tuo primo gesto.
Parlavi, parlavi e parlavi, mi accusavi di non aver abbastanza cura di te e dei tuoi sensi....Vedi? E' qui che sbagli, io non voglio avere cura dei tuoi sensi, ma dei miei, e ci sono stati dei momenti che mi sei servito solo per questo, o chissà anche per sentirmi ancora e sempre me stessa. A tutto questo è stato ovvio che si siano mescolati i sentimenti col passare del tempo, ma rimani sempre e solo in secondo piano, e questo solo perchè tu non fai nulla per smuovermi da quel ruolo subalterno, in cui da sempre mi hai relegata.
Non sai fare a meno di me (così come io non so rinunciare a te) e, sempre, finiamo per farci del male con parole che feriscono più di pugnalate.
E poi averti, prenderti, perchè ti considero "roba mia", e voglio fare di te quello che più mi aggrada, proprio allo stesso modo di come fai tu.
E so, che non saresti mai capace di rinunciare a me, ai nostri incontri, al mio corpo, alla mia testa che ti punge continuamente.
E quel letto...si quel letto è testimone di tutto questo.
Quel letto, che ci sente gemere, godere...quel letto che sorregge i nostri corpi sfiorati dalle nostre mani, quel letto perennemente sfatto che attende di poterci regalare una tregua da tutto questo.
E non so fare a meno delle tue mani, dei tuoi occhi che mi guardano soddisfatti mentre sai che tutto ciò che sento in quell'istante è grazie a te, del tuo corpo così perfetto e dei tuoi capelli sul mio corpo sudato di te.
E, alla fine sentirmi dire "Ti amo!" e ripertelo, ma senza il coraggio di guardarti negli occhi, perchè in fondo non sei mio, e mai lo sarai.

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Foto trovata nel web, per qualsiasi problema, contattatemi.
Un'emozione in parole di RedLady© alle ore 12:33"commenti (4)
"in" pensieri, vita vissuta, sesso, emozioni, me stessa