




...ci sono persone che difficilmente mi prendono così. Parlavo, agivo, pensavo, guardavo, immaginavo e mi sorprendevo a vedere che i miei gesti erano esattamente quelli che lui avrebbe voluto. Ci sono persone con cui anche una sola parola basta a farti venire in mente mille pensieri, mille gesti, mille desideri. Sono un'infedele, lo so, a volte mi sono accontentata anche solo di un corpo che mi piacesse e che mi portasse al piacere per il solo gusto di averlo o di chiudere fuori dalla mente il mondo. A volte ho voluto delle persone per il solo gusto di poterle possedere. Ma difficilmente qualcuno è riuscito ad entrare così nella mia testa, a capirla, ma soprattutto a stimolarla in quel modo. E lui è così, capace di penetrarvi così facilmente come se fosse la sua, capace di capirla e toccarla nel posto giusto al momento giusto, quasi senza che se ne accorga, capace di tirare fuori gesti e parvenze che a volte sembrano non siano le mie, ma che desidero fortemente avere. E allora mi accorgo che si...forse mi appartengono davvero.
Credo che potrei perdere la testa per lui, la potrei perdere sul serio. Potrei vivere un rapporto fatto principalmente di corpo, di gesti, di tocchi, di sguardi, di tutto ciò che è fisico, ma che allo stesso tempo non avrebbe alcun senso se non collegato alle sue carezze, ai suoi stimoli perfettamente consoni alla mia mente. Potrei non riuscire a fare a meno della sua presenza nella mia vita se fosse qui, potrei volerlo ogni minuto, instancabilmente per regalarmi una pace dei sensi, dei soli sensi.
...ed oggi è passata così, con in testa le sue parole, i suoi gesti e con una sensazione stranissima di averlo avuto seppur non l'ho nemmeno sfiorato. Ed è stato come fossi reduce da una notte appagante, totalmente appagante...una notte mia in cui sono diventata quello che voleva e quello che in fondo volevo diventare prima che lui me lo chiedesse.
...e allora prego che accada di nuovo.
...e così mi ritrovo a domandarmi il perchè di quel fuoco che mi ha accecato gli occhi per quegli interminabili minuti. In un solo attimo ho sentito una sensazione dannatamente forte, che mi ha percorso tutto il corpo come una freccia, ha squarciato quella sicurezza di me che cerco di ostentare anche quando è palesemente falsa, ho sentito il cervello infiammarsi, assalita da una voglia di spaccare tutto, di urlare, di urlargli in faccia quello che stavo covando dentro, non riuscivo più a pensare, mi risultava impossibile ragionare lucidamente. Mi sentivo impadronita da una rabbia che mai prima di allora avevo provato per nessuno, e il perchè non me lo riesco a spiegare. E' stata una sensazione forte, che si è impadronita di me come mai avrei voluto, nè tanto meno per lui. No, per lui no, non doveva accadere, non poteva accadere.
E' accaduto tante, forse troppe volte che mi abbia parlato di sua moglie, di lui, del loro "noi", ma mai prima di oggi avevo reagito in questo modo. Quasi in preda ad una crisi isterica, l'ho spinto, l'ho allontanato piangendo, l'ho cacciato per poi andarmelo a riprendere nel momento immediatamente successivo. Sarà stato il periodo da cui sto uscendo che vuole scaricarsi così, sarà stato il fatto che i nostri incontri, per causa di forza maggiore, stanno diradandosi, sarà stata la mia voglia di lui, ma la mia scenata di gelosia di stasera, inaspettata prima per me e poi per lui, è finita in un lunghissimo abbraccio e in un ti amo di cui, forse, mai come oggi, avevo bisogno. Quella casa così fredda, così sola, improvvisamente è diventata nei miei pensieri il posto perfetto per fare l'amore, io e lui, soli.
Soli nella nostra incompatibilità assoluta dei caratteri così infinitamente diversi, soli nel nostro desiderio reciproco di appartenersi almeno per un paio d'ore senza dover fingere di non conoscersi, soli nel gestire questa storia così ingombrante eppure così indispensabile.
E improvvisamente il fare l'amore diventa necessario, vitale, senza parlare, senza guardare, senza pretendere. E così il suo corpo nel mio diventa complementare all'essere lì, la mia bocca diventa spaventosamente ingorda del suo sapore, i miei occhi della sua immagine, le mie mani del suo corpo. E sentirlo dominarmi, lasciandomi dominare, sentirlo volermi, facendomi desiderare. Non ho mai sentito le sue mani così sicure sul mio corpo, mai così il suo corpo completarsi nel mio, mai così il mio piacere finire nel suo. E non immaginavo quanto bello fosse, a volte, fare l'amore piangendo.

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