giovedì, 30 agosto 2007

Scrivere 20 giorni in un post è sinceramente dura. Non so da dove cominciare per mettere rosso su nero tutto ciò che ho vissuto dall'altra parte del mondo. Mi sono catapultata per mia volontà in una società che sento non potrebbe appartenermi mai e per nessun motivo, in cui il malcontento si svela per nulla celatamente dietro gli occhi della gente che incontri per strada, anonimi fiumi umani che si muovevano come formiche tra le complicatissime vie di un centro città che ti abbracciava coi suoi palazzi soffocanti e che in alcuni punti, a malapena lasciavano trapelare i raggi di sole. Una città fatta di tombini fumanti, di miliardi di luci scintillanti pubblicità di qualunque tipo, di ogni tipo di razza umana che non vive poi così integrata col resto del mondo come si dice, una città fatta di milioni di automobili da migliaia e migliaia di dollari che non possono superare, però, gli 80 km/h perchè dopo c'è il ritiro della driving licence, una città che ti sbatte in faccia il lusso e la modernità più sfacciata senza saperne il motivo. Una città in cui ho vissuto attimi di puro terrore, quando "la vedova nera" è andata in fiamme ed io mi trovavo esattamente lì sotto...e guardavo, guardavo i pompieri che salivano, e chissà se i due che ci hanno lasciato la pelle prima di salire, proprio io li abbia guardati in faccia. E' stato in quei momenti che ho immaginato per un attimo cosa si debba aver provato 6 anni fa in una circostanza ben più tragica di quella; ma il ricordo dev'essere ancora molto vivo, perchè la gente urlava e correva spaventata di dover rivivere quegli attimi.

WTC: un immenso mausoleo alla morte. Migliaia di nomi incisi nella mente di altrettanti curiosi che fotografavano il dolore di chi lì ci stava per piangere i suoi cari, ignare vittime di una guerra tra grandi. E ancora più grande è quello che sta per sorgere al posto dei due giganti... una sfida alla natura, una sfida alla distruzione, una sfida al resto del mondo che vorrebbe imporsi sul primato americano.

EMPIRE: 18 dollari semplicemente per salire sul palazzo più alto di tutta N.Y. e per farti provare per un momento la sensazione di averla tutta in pugno.

STATUA DELLA LIBERTA': orribile monumento alla libertà americana, difesa coi denti e con le unghie al prezzo della libertà dell'altra parte del mondo.

THE WHITE HOUSE: un immenso parco verde, in cui è immersa un'inavvicinabile residenza presidenziale, che sparge intorno un senso di pace e tranquillità...intorno alle stanze da cui si regna il mondo.

...e gli americani poi... i più avanti a detta di tutti....forse, ma anche i più ignari di quello che succede ai loro figli al fronte... nei loro tg non si parla mai e minimamente di quello che succede in Iraq, loro non sanno quanti soldati sono morti realmente lì giù, non sanno cosa i loro figli stanno combattendo...non glielo fanno sapere...e così mi sono ritrovata a raccontare quello che invece a noi è concesso sapere (o per lo meno almeno in misura maggiore di loro), non hanno la minima idea di quello che succede fuori dai loro stati, perchè i notiziari sono incentrati solo su ciò che accade all'interno dei loro confini.

...il cibo...non hanno la minima idea di cosa sia, N.Y. è zeppa di ristoranti e pizzerie italiane, che di italiano non hanno nemmeno il nome, e sebbene mi sia offerta a uno di loro di cucinare degli "spagheti" alla carbonara..."No! That's not italian!" è stata la risposta.... il loro campanilismo, la loro saccenza rasenta il ridicolo.

Ma ho meravigliosamente riscoperto mio fratello, con cui mi sono divertita come una matta per tutti questi 20 giorni.

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giovedì, 23 agosto 2007

Per ora qualcuna delle centinaia di foto scattate; al mio ritorno, il resoconto.

manhattan

Manhattan.

lavori al WTC

Lavori al WTC: costruzione delle "Towers of  freedom".

Empire

Empire State Building.

N.Y. dall

New York dall'Empire State Building.

Liberty

Statua della Libertà.

MSG

Ingresso al Madison Square Garden.

Foto scattate da me.

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venerdì, 17 agosto 2007

"Torno subito,

resto ancora un attimo,

devo dare un'altra occhiata al mondo

e poi tornerò."

-Max Pezzali, Torno subito-

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sabato, 28 luglio 2007

Sono stata scaramantica fino all'ultimo, ma dopo tre mesi di su e giù dalla questura per via del passaporto, nomi e luoghi precisi da dover fornire alla Farnesina, assicurazione sanitaria e mille altri cavilli, finalmente stamattina ho ritirato il codice del mio biglietto aereo, e dall'8 agosto mi aspettano 20 giorni tra Atlanta, New York e Washington.

Quasi non ci credo...

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lunedì, 23 luglio 2007

Porto Selvaggio, nei pressi di Nardò (Le).

Una meravigliosa baia immersa in una pineta che scende quasi fin sul mare, l'acqua limpidissima tanto che a due metri d'altezza si distingue perfettamente il fondale, fredda, freddissima...che refrigera l'anima di questo caldo africano che toglie il respiro. Per raggiungerla abbiamo dovuto camminare per più di un chilometro in mezzo alla folta pineta, ma poi arrivati la vista che si è presentata è stata spettacolare, grandiosa, un paradiso per gli occhi e per i sensi... Per andarci c'è bisogno solo di due cose, che risultano indispensabili: macchina fotografica e scarpette per poter camminare sugli scogli, tra l'altro piatti, lisci e levigati dal mare.

Ogni volta che passo un fine settimana nel Salento, scopro posti unici, meravigliosi, di cui avevo sentito parlare, ma a cui nessuna parola rende giustizia.

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Foto scattate da me.

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mercoledì, 02 maggio 2007

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Parco Nazionale della Calabria

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Lago Cecita (Cs)

Foto scattate da me

Ho passato quattro giorni meravigliosi completamente immersa nella natura. Finalmente ho respirato aria pulita, finalmente intorno a me vedevo solo alberi, vedevo tutto dipinto solo di verde, finalmente non ho pensato a nulla se non a fare lunghissime passeggiate in mezzo ai boschi, per ore, ore, ore. Senza la ricerca quasi affannosa di un luogo divertente dove passare la serata fino a tarda notte. No, solo il desiderio di alzarsi presto al mattino per potermi ancora immergere in quel magnifico colore e perdermi tra i vicoli di minuscoli paesetti pieni di tradizione e storia.

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lunedì, 05 febbraio 2007

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La tour Eiffel

Foto scattata da me.

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martedì, 30 gennaio 2007

PARIS, J'ARRIVE!!!

fermé

Domani partirò per Parigi, e per due ore sarò sotto il tuo stesso cielo, vedrò le stesse cose che vedi tu ogni giorno, e la mia mente sarà piena di te.

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martedì, 09 gennaio 2007

Il Caffè San Carlo di Torino, credo sia il prototipo della caffetteria "in" presente più o meno in ogni città italiana, dalla città con due milioni d'abitanti al paesello di 1000, che comunque ha la sua caffetteria più "rispettabile" delle altre. Certo, ma il Caffè San Carlo è il Caffè San Carlo!...Arrivo in piazza San Carlo, (purtroppo col suo "caval d' brons" al restauro...), compro la mia solita Repubblica al chioschetto, la sfoglio velocemente, lo metto in borsa ed entro a prendere un caffè. Certo, ci sono andata di proposito lì, proprio in quello; l'altra volta ero stata al Caffè Torino, dall'altro lato della piazza dove più o meno l'ambiente è simile.

Torino è piena di Caffè storici (San Tommaso, Baratti, Platti, Malussano, Fiorio...), insomma di caffè dove è d'obbligo essere eleganti anche se si parla il dialetto, indossare gioielli molto vistosi anche se davvero di cattivissimo gusto, caffè dove è importante dire "Io vado lì a prendere un caffè", perchè è il posto più elegante della città. Ebbene ci sono stata anche io; ho l'abitudine di farlo per guardare da vicino chi si definisce "la classe" della città dove mi trovo, e all'uscità, ridere con chi mi accompagna. Cattiva? Ma no....

Il Caffè San Carlo è un trionfo di specchi neoclassici, capitelli e colonne e sembra non aver nulla da invidiare a quegli odiosi saloni reali; impossibile riuscire a leggere il giornale senza indossare un paio di occhiali da sole perchè si è costantemente disturbati dal continuo luccichio delle pareti mirabilmente dorate e dagli specchi che non fanno che ricordarti di controllare se mai avessi un capello che scende in maniera sbagliata.

Arrivo alla cassa dove mi accoglie una donna di mezza età naturalmente piena di "ghirlande", appena uscita dal parrucchiere e con un trucco che mal imita quello di una professionista, trasformandolo in qualcosa di un pò...volgaruccio.

Attendo il mio turno al banco, dove praticamente si è raccolta una folla, allora la curiosità mi assale: mi volto e noto i tavolini nella sala tutti completamente vuoti: ah, allora nessuno di tutti questi signori ha davvero dei soldi in più da spendere per sedersi e pagare un caffè 10 euro? Continuo ancora qualche minuto ad attendere e nel frattempo accanto a me ci sono due uomini sulla trentina che colloquiano molto tranquillamente: inutile dire che sono accompagnati dalle loro valigette griffatissime, e dai loro soprabiti che probabilmente sfamerebbero 30 bambini del Darfur...ma non è questo il punto (anche io mi sono fatta finalmente un regalo importante a Torino...ma è uno!)...dicevo parlano tra loro molto tranquillamente, ma mi è impossibile non ascoltarli perchè uno dei due mi è praticamente attaccato col suo succo di frutta in mano, e mi capita di ascoltare... SE AVREI FIRMATO, MI SAREI DATO LA ZAPPA SUI PIEDI! Se Avrei? Se avrei? O si dice se avessi? Oh mio Dio! Mi perdonerà se mai se ne fosse accorto, ma la mia risata è stata incontenibile....

Arriva il mio caffè. Di norma e regola il caffè va servito con un bicchiere d'acqua per togliere dalla bocca prima il sapore di qualunque altra cosa si abbia, e con un cioccolatino dopo, per prolungarne il retrogusto, e nella patria del gianduiotto, questo è un errore imperdonabile. Quindi chiedo un goccio d'acqua, il cameriere mi porge una bottiglietta che non avrà contenuto più di 50 cl d'acqua, con un bicchiere di vetro, sporco di gocce di calcare. Ne bevo metà.

Pago alla cassa l'acqua: 1 euro!

Oltre che banalmente scontati, anche ladri.

scontrino

 

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venerdì, 05 gennaio 2007

Mi aspettavo di trovare la situazione peggiore al mio ritorno, invece prosegue tutto nella norma...per fortuna.

Ho percorso l'Italia lungo tutto la sua lunghezza e sono finita in una città per molti versi forse anonima, forse troppo spesso eclissata dalle due onnipresenti Roma e Milano, forse troppo spesso e ingiustamente legata solo al nome della sua più grossa industria. C'ero stata altre volte, ma ci sono voluta tornare senza l'ansia di "vedere", di "conoscere" perchè molto avevo già visto, ma con la voglia di rilassarmi, di gironzolare sotto i portici, tra le viuzze del centro senza pensare a nulla, lasciando a 1200 km di distanza i miei mille pensieri e le mie diverse situazioni.

Impressione di questa città ancora migliore della prima visita; forse è vero che un posto più lo scopri più ti piace... la prima volta, i passi erano gli obbligatori: Mole e relativo Museo del Cinema, Palazzo Reale, Parco del Valentino, fiume Po, Superga e tombe dei Savoia, Armeria Reale, Duomo e Sindone e bla bla bla... stavolta: giornale al sole in piazza Castello, passeggiata lungo via Garibaldi, via Roma, via Po, caffè al Caffè San Carlo (che meriterebbe un post a sè), Rivoli, footing nel Parco del Valentino..mi è sembrata di viverla da abitante stavolta Torino. La splendida Torino.

E mi sorprendevo a pensare a quanto mi piacerebbe vivere in una città delle sue dimensioni che mi renderebbe anonima agli occhi di tutti, seppur in un appartamento minuscolo rispetto a quelli a cui sono abituata dalle mie parti...

Certo, chissà quante cose ancora nasconderà anche agli occhi di chi ci vive da anni, ma stavolta sono stata più consapevole del suo fascino, del suo essere non solo Fiat.

1 022

Il fiume Po.

Foto scattata da me.

 

Un'emozione in parole di RedLady© alle ore 22:05"commenti (8)
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